ANTEPRIMA DEL ROMANZO . GENERE THRILLER / CON STORIA D'AMORE , PRIMI 2 CAPITOLI.

il richiamo.mp3

                                  

Un giorno prima

                                                                                                            



La notte decise di impadronirsi del giorno più presto del solito,
come capita sempre d’inverno. La luce afferrata dall’oscurità e
trascinata via lentamente da case e strade , lasciò spazio a
quello scuro  liquido chiamato buio. Dormiamo cedendo il
dubbio di ciò che non riusciamo a vedere all’interpretazione
della nostra fantasia, attraverso sofisticati sogni ;così fece anche
la mamma di Manuel , precisa e meticolosa come sempre nel
mandare i propri figli a letto.
Per i bambini lasciare la loro postazione da gioco
interrompendo la battaglia contro valorosi guerrieri  non era di
certo una cosa da poco. Manuel era un bambino estroverso,
vivace e disobbediente ; non dare ascolto alla madre era
diventata, ormai,una  delle sue caratteristiche principali.
Sua sorella maggiore , Veronica doveva spesso stargli dietro per
evitare che il suo vivace fratellino si cacciasse nei soliti guai
,come sovente capitava.
Manuel era molto legato a sua sorella, avrebbe voluto avere da
grande una fidanzata esattamente come lei :bionda capelli
lisci ,sempre stirati con la piastra , occhi azzurri e magra ; ma
ciò che caratterizzava e aumentava ancora di più il suo fascino
era lo sguardo.  Sì, quello sguardo che in un paesino piccolo
come Garlate tutti si ricordavano benissimo. Veronica era
sicura del suo fascino e del suo potere seducente , i suoi occhi ti
fissavano per qualche istante con la certezza di trafiggerti il

 

1

cuore. Quando camminava per strada non passava mai
inosservata, lei stessa preferiva incrociare gli sguardi di ogni
passante, ma tutti capivano benissimo che il volto di quella
ragazza era diverso dalle altre , quegli occhi cosi sicuri di sé
sembravano inviare inconsciamente un messaggio segreto ad
ogni persona. Il suo piccolo fratellino però era consapevole che
sua sorella non giocava il ruolo della grande seduttrice, Manuel
sapeva fin troppo bene che sua sorella osservava gli altri per
capire chi fosse lei stessa, una sorta di specchio formato da
persone umane; inviava messaggi con i suoi profondi occhi e
riceveva risposte attraverso le espressioni altrui. Manuel sapeva
tutte queste cose perché la spiava di nascosto. Una notte prima
di andare a dormire, andò vicino alla camera della sorella e la
osservò senza farsi notare; Veronica era sul letto a fumarsi una
sigaretta, ma il suo volto da ragazza forte e decisa, si faceva
sfiorare dalla lacrime che scorrevano ininterrottamente  sul
volto. Manuel sapeva che tutte le sue sicurezze erano solo una
copertura e che dentro di lei si teneva nascosto qualcosa che la
faceva fin troppo soffrire. A peggiorare ulteriormente il suo
umore, si aggiunge la separazione dei suoi genitori. A Veronica
poco importava di suo padre, non l’aveva mai capito,era troppo
misterioso e schivo, ma quello che la infastidiva ulteriormente
era abbandonare questo piccolo paesino dove tutti la
conoscevano. Prima di addormentarsi si guardava nello
specchio di fronte al suo letto,fece così ,anche la notte prima di
partire; si fissava negl’occhi  con il dolore che si materializzava
in lacrime, i suoi capelli lisci e spettinati  che coprivano parte
del suo volto, in mano la sigaretta ormai finita con gli ultimi
spiragli di fumo che salivano fino ad avvolgere il suo volto, le
immagini allo specchio sempre più confuse e sbiadite che
riflettevano il luccichio della cenere ardente che poi cadeva
morta sul pavimento,i sogni che bussano sulla porta della
notte , il dolore dal volto di Veronica che scompariva assorbito

2

dal mantello dei sogni,le valigie ormai già pronte di vestiti e
ricolme di ricordi ,di sogni infranti e di desideri;valigie che
aspettavano solo  il sorgere del sole per essere portate via.



« Manueeeeeeeeeeeelll alzati!!!  ...è ora di alzarsi!!!» la voce
forte della madre ....... simile ad una crudele lancia che trafigge
i sogni.
Manuel aprì un occhio, poi lo richiuse,giusto il tempo per
trovare il coraggio di alzarsi da quel morbido letto.La fioca luce
che riusciva a penetrare dalle persiane chiuse , illuminava i
capelli castani del bambino,altri  raggi luminosi invece,
sembravano scaldare il cuore di alcuni valorosi soldatini situati
sulle mensole .
« Ti vuoi alzare !!!!?!?!! » le grida della madre, proveniente
dalle scale. Manuel non aveva scelta, il tempo a disposizione
era scaduto, fece un respiro profondo e si alzò di colpo.
Trattenere l’aria per qualche istante lo aiutava a trovare la forza
in ogni situazione, ma non sapeva precisamente se doveva
trovare l’energia necessaria per abbandonare il mondo dei
sogni o per sopportare la voce stridente di sua madre. Un
dubbio perpetuo che il piccolo bambino non aveva mai avuto il
tempo di risolvere.
Manuel scese velocemente le scale saltando gli ultimi scalini
com’era solito fare;però era l’ultima volta che poteva compiere
questo rituale, la dimora che per anni l’aveva sempre custodito,
doveva essere abbandonata per sempre.
Diversamente dalla sorella, al fratellino l’idea di catapultarsi in
una nuova casa in un posto sconosciuto lo riempiva di gioia.
L’avventura è il luogo dei desideri della fanciullezza e questa
regola valeva anche per lui.


 3

Manuel corse vicino alla finestra, il cielo sereno, il sole ricco di
energia sembrava prepararsi anche lui per l’imminente viaggio.
« Hai fatto colazione!?!?»disse Veronica mentre trascinava una
valigia pesantissima.
« Si certo sorellina!! »
« Hai fatto colazione nel mondo dei sogni!Vero?!?»Veronica.
«Siii ...insieme a Goku »
«VAI SUBITO A FARE COLAZIONE ......DOBBIAMO
PARTIRE!!!»
« che palle!!!» disse Manuel sbuffando; in realtà il suo pancino
stava brontolando da diversi minuti, ma il fratellino avrebbe
fatto l‘impossibile pur di sgarrare le regole, una volta tanto.
Corse in cucina , versò del latte tiepido in un bicchiere , un po’
di cioccolato mescolato allo zucchero, ed ingoiò tuttod'un
fiato.Poi decise di tornare in soffitta a controllare se aveva
dimenticato qualche suo giocattolo . Gli occhi di Manuel color
nocciola erano vispi e luminosi,sapeva benissimo che in quella
soffitta non avrebbe trovato nessun giocattolo , ma piuttosto
voleva cercare qualcosa di vecchio , magari di un suo parente
lontano, qualsiasi cosa che avrebbe aperto nella sua mente le
porte della fantasia e del mistero.
« Manuel ma dove stai andando adesso??»Veronica.
« Soffitta.....»
« A fare!??!?!» Veronica
 Dai veloce...che tra 5 minuti partiamo! »ancora la sorella.
Manuel annuì ,poi salì le scale fino a trovarsi di fronte ad una
porta che separava la casa in due zone:il presente accolto da un
ambiente caldo e pulito ,  ed il passato, disperso in mezzo alla
polvere in un posto buio e misterioso dimenticato da tutti; se la
nostra mente conserva i nostri ricordi passati nello stesso modo
con cui lo fa l’uomo, allora , non c ‘è alcun dubbio, non
abbiamo granché rispetto di ciò che eravamo.


4

 

 Manuel aprì la porta  con il viso meravigliato, pronto a
catapultarsi in questo mondo di ricordi. L’ampia stanza era
poco illuminata, la fioca luce che riusciva ad entrare penetrava
da una piccola finestra  situata lontano; i raggi luminosi
effettuavano fastidiosi riflessi  colpendo frammenti di un vetro
rotto che si trovava disteso a terra, altri raggi invece, si
scontravano sulle ragnatele che custodivano i ricordi come un
tetro abito. Manuel diede un 'occhiata da lontano a tutti gli
oggetti,ma appena riuscì ad intravedere un antico armadio con
le ante penzolanti ,corse vicino. Lo aprì, uscì una montagna di
polvere  : buon segno voleva dire che da molto tempo nessuno
l’aveva aperto. Appesi c’erano alcuni vestiti infraciditi e
rosicchiati dai topi,sembravano molto vecchi ,probabilmente
erano della nonna. Una collana di perle si era situata in fondo
all’armadio e poi vicino, uno strano attrezzo di legno con una
specie di uncino,forse utilizzato per cucire. Manuel decise di
prenderlo.
« MANUELLLLLL ...MUOVITI!!!!!!!!!!!!!!!I» la sorella.
« ARRIVO SUBITO!!!!!» disse il piccolo ricercatore entusiasta
dei risultati che aveva ottenuto in cosi poco tempo.
Il vispo fratellino diede un’ultima veloce occhiata; vicino a lui
c’era un grande scatolo, lo aprì, dentro era pieno di quaderni ,
decise di prenderne uno e corse verso l’uscita, ma inciampò su
un libro, spolverò la copertina ,diede una veloce letta al titolo “
La madre oscura!”, non c’erano dubbi , la ricerca di Manuel
aveva dato i suoi ottimi risultati .Decise di portarlo via con
sé,poi diede un ultimo saluto in quella misteriosa stanza in
segno di ringraziamento e se ne andò via chiudendo la porta dei
ricordi abbandonati.

Ormai era già tutto pronto,le valigie erano state tutte caricate
con precisione dentro al baule della station wagon.L’auto
accesa aveva iniziato il suo viaggio  entrando nelle porte di un 


5

nuovo destino ;l’odore della benzina bruciata ,invece, si
confondeva con il sapore del passato che si allontanava ad ogni
km di strada .



Amanda era una moglie perfetta;sarebbe stato un matrimonio
felice  se non fosse per il marito che aveva sposato .Un
donnaiolo succube del fascino femminile. La brava moglie
aveva provato a sopportare  i continui tradimenti del marito.,
anche se  tuttavia, non aveva mai avuto la certezza che tutto
questo accadesse per davvero. Una supposizione che con il
tempo è diventata una certezza ,ma priva di una evidente base.
Ormai, Amanda era già da molte ore che stava guidando .ed il
suo viso cominciava ad apparire affaticato. Gli occhiali da sole
che utilizzava spesso, servivano per coprire parte dei segni del
tempo ; questa volta però, l'impiego di lenti oscurate erano utili
per contrastare il fastidioso sole che aveva di fronte. Amanda
guidava con una mano sola e dell'altro braccio ,non sapeva
proprio cosa farsene.Lo teneva sovente appoggiato sul
cambio ,pronta per cambiare marcia esattamente come aveva
deciso di fare in questo momento della sua vita. Continuava a
pensare a suo marito , allo sguardo sincero che emanava
quando spiegava i motivi del ritardo da lavoro. Per Amanda era
solo un bravo attore, un talento sprecato dietro a scartoffie
utilizzate per gestire un impresa che da un momento all'altro
sarebbe fallita. Troppi debiti, troppi conti che non tornavano ,
troppe uscite e soldi spesi chissà dove;una situazione cosi
complicata che da un momento all'altro sarebbe
esplosa.Amanda doveva tutelarsi, doveva farlo per lei ed i suoi
figli,occorreva cambiare vita e lasciarsi il passato alle spalle
.Chissà se aveva fatto la scelta giusta e chissà se davvero il
marito la tradiva, ma ormai la decisione l'aveva presa e con
questo dubbio doveva conviverci tutta la vita.
« Mamma .....a cosa pensi?»  disse Veronica mentre cercava
inutilmente una stazione radio che trasmettesse qualche
canzone di suo gradimento.




 

« Niente...a niente...  > > Amanda con voce stupita , distolta dai
suoi pensieri.
« Nessuno pensa a niente !!! » disse Manuel compiaciuto della
sua frase.
« Manuel...ma si può sapere cosa stai leggendo?E' da due ore
che sfogli quel libro...immagino non centri con la scuola!! »
Veronica.
« Immagini bene sorella ! » sorridendo.
Veronica si voltò di scatto abbozzando un sorriso da furbetta ed
allungo un braccio per cercare di prendere il libro del
fratellino.Manuel d'istinto lo nascose dentro al suo giubbino ;
ormai era abituato alla curiosità della sorella.
« Sei troppo lenta!!!» disse Manuel contento della sua
prontezza dei riflessi; sapeva che il merito era dovuto alle ore
passate davanti ai videogiochi.
« Di che libro state parlando??» Amanda.
Manuel non riusciva a trattenere il sorriso, il libro che lui
possedeva stava incuriosendo tutti e questo lo riempiva di
gioia.Era compiaciuto di averlo trovato e sapere che il resto
della famiglia era incuriosita da questo oggetto ; lo faceva
sentire un talentuoso ricercatore.
« Manuel ha trovato un libro in soffitta...e non fa altro che
leggerlo....»  disse Veronica osservando una persona seduta in
macchina vicino a loro che stava condividendo lo stesso
semaforo rosso.
Amanda si mise a ridere e poi disse
« Davvero?!!? Beh se l'avessi saputo prima avrei nascosto in
soffitta tutti i libri di matematica e di storia che mi hai fatto
comprare e non hai mai aperto.... i tuoi maestri mi avrebbero
ringraziata!!» rivolgendosi a Manuel.
Veronica incrociò lo sguardo della persona situata nell'auto
vicino alla loro.Guidava una bmw sportiva, non di recente
modello e dal colore nero. Alla guida c'era un ragazzo moro i
con capelli di media lunghezza e gli occhi castani scuri .Era di
carnaggione abbastanza chiara ,sembrava appena uscito dalle
tenebre,lo sguardo ,invece,arrabbiato e le labbra carnose che
continuava a morsicchiarsi. Vicino all'occhio aveva una piccola
ferita, probabilmente procurata da poco.Veronica lo guardo
negli occhi com'era solito fare.Quel ragazzo però non la
osservava come fanno tutti,sembrava non importali affatto che
si trovava di fronte ad una ragazza attraente ,ma bens il suo
modo di guardarla sembrava di sfida.


7

 

Amanda « Veronica... ma lo conosci?»
Veronica « Chi?»  girandosi verso la madre.
«Come chi!?!?Quel ragazzo che ti stava guardando!!»
Il semaforo divento verde,Veronica cercò di rispondere ma non
ci riusci, perchè sentì il rombo dell'auto vicino sovrapporsi alle
sue parole e azzittirle come fossero nulla.Il ragazzo partì
sgommando a tutta velocità per poi girare nella prima stradina
a destra.
Manuel « Wowwwwww !!! è un bolide quell'auto!!»
Amanda « A certa gente dovrebbero ritirare la
patente............secondo me...voleva fare colpo su di te !!» disse
la madre rivolgendosi verso sua figlia.
«  Non so chi sia.... avvolte i ragazzi hanno uno strano modo di
farsi notare...»  disse Veronica.
Manuel « Non montarti la testa sorellina!Quel tipo neppure ti
filava di striscio! » ridendo.
Aveva ragione Manuel .Veronica lo sapeva benissimo che stava
mentendo a se stessa; ne era certa, quel ragazzo non gliene
importava nulla di lei e tanto meno era partito“a razzo” per
farsi notare. La giovane ragazza gli sguardi li sapeva
distinguere meglio di chiunque altro e quel ragazzo era ricco di
sentimenti negativi,di odio e rabbia gettati
nell'inconscio.......sembrava vivere nel tormento.
Amanda ripartì,prosegui per qualche centinaio di metri
,oltreppassando un cartello con scritto “Artesina”; poi chiese a
Veronica di accendere il navigatore ed inserire la via giusta, in
modo tale da rintracciare la “nuova” abitazione.
« Così si chiama il nostro paesino?ARTESINA!?!?» disse
Veronica.
Amanda « Sì dai ... accendilo!La via è già impostata!»
Veronica non ne aveva alcun dubbio, in quanto Amanda era un
disastro con la tecnologia e sicuramente l'impostazione del
navigatore era tutto merito di suo padre.
« Fermati!!Siamo già arrivati!! »  Veronica con entusiasmo
guardandosi intorno.

8

 

IL LIBRO SARA' PROSSIMAMENTE DISPONIBILE ,RIMANI  AGGIORNATO SULL'USCITA DI QUESTO INTRIGANTE THRILLER

 

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